Ferdinando Todesco Pittore

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Ferdinando Todesco
® 2005-2017

 

 

 

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Dipinti di Todesco

Attesa alla stazione, Acrilico su tela 70x100 (2003)

Dipingere per me è sempre stata una passione, un'isola esclusiva cui amo sempre approdare.

Da una tela bianca e un'idea, il disegno e il colore, quindi un mondo di sensazioni che concorrono a dar vita ad un'opera nuova.
Ogni volta è un'esperienza diversa, una sfida avvincente: cercare, provare, scegliere nuovi accostamenti di colore come un musicista prova gli accordi per completare l'armonia delle composizioni cui lavora.
Con grande sollievo mi accorgo che, per tutta la durata di questa attività, tutto e tutti restano fuori dal mio studio.

C'è chi vede nei miei quadri la voglia di fuggire. Non ho difficoltà ad ammettere che più volte, nei momenti difficili, mi sono augurato di rivivere, con maggior fortuna, l'avventura del Fu Mattia Pascal.
La realtà è un'altra: si vive avvolti da un intenso intreccio di interessi e di affetti, ed è difficile staccarsi da tanto bene.
Credo, però, sia innata nell'uomo la voglia di cambiare orizzonte, di conoscere altri mondi di fare nuove esperienze, di liberarsi dai vincoli sociali e politici per cercare un ambiente ideale in cui poter vivere da uomo libero.
Cosa rappresenta meglio questa ansia di ricerca se non una stazione ferroviaria punto di partenza e di arrivo da e per tutte le destinazioni?
Mi piace pensare che c'è un momento della vita in cui ogni persona si trova metaforicamente alla stazione: le decisioni importanti sono, secondo me, delle stazioni da dove ripartire.
Visti sotto questo aspetto, i binari, nelle mie opere, indicano visibilmente la strada del distacco.

Le opere che titolano "Rottami", vogliono essere una riflessione sull'automobile diventata,da tempo una appendice della persona e sinonimo di agiatezza e di successo.
Le macchine ci costano molto in termini economici e umani. Oggetto principe della pubblicità, hanno invaso ogni strada. Sono ovunque, sfrecciano incessantemente giorno e notte, fanno parte del paesaggio persino quando sono vecchie e inservibili. Sono lo specchio della contemporaneità che valorizza l'apparire e il consumismo.

I "notturni "si muovono nell'ottica opprimente del traffico e dell'ambiente cittadino. In essi ho cercato di creare atmosfere che automobilisti e non, vivono loro malgrado: le code ai semafori, lo smog, la pubblicità, il fastidio dei fari delle macchine che incontri, i riflessi sull'asfalto bagnato e, nelle strade di periferia, l'offerta "d'amore".

Ferdinando Todesco